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Nota del presidente Anacna sulla responsabilità professionale nelle attività complesse a rischio consentito

Roma, 30 settembre 2015

Cari associati, in questo periodo è tornata nuovamente agli onori della cronaca la posizione di responsabilità degli addetti alla professione sanitaria e l'impatto del loro comportamento professionale, nella fattispecie la prescrizione di esami clinici e accertamenti specifici, sul bilancio dello Stato.

Il Governo sta valutando d'inserire tagli lineari nelle prescrizioni mediche e sanzioni pecuniarie per i medici non "virtuosi"; tutto ciò in funzione del fatto che una certa quantità di esse è ritenuta eccessiva e incide sulla spesa sanitaria nazionale nell'ordine del 10% circa.

I medici, da parte loro rivendicano il diritto di prescrivere quanto ritenuto necessario in virtù della loro professionalità e con l'unico obiettivo di tutelare la salute del paziente.

Ritornano quindi di massimo interesse i temi della cosiddetta "medicina difensiva" e in primis il decreto Balduzzi; contenere dunque gli effetti negativi della medicina difensiva inserendo una limitazione di responsabilità penale in caso di colpa lieve.

Ma è questo il reale problema che sottende l'intervento legislativo?

Altro elemento di rilievo è quello relativo all'ipotesi di inserire nella prossima legge di stabilità nuove guarentigie a favore dei medici. Una sorta di contrappeso per i tagli nelle prestazioni mutuabili.

Quello che lascia perplessi è l'approccio alla questione: anziché affrontare il tema della responsabilità professionale in modo compiuto, analizzando la tematica secondo criteri professionali e cogliendo l'occasione per ampliare l'analisi a tutte le attività complesse a rischio consentito che possono incorrere in contestazioni giudiziarie, e che comunque possono produrre effetti negativi sulla economia ed efficienza del comparto, prevale invece il mero aspetto economico, in questo caso i costi della medicina difensiva.

La strada da percorrere per un Paese orientato all'eccellenza nella fornitura dei servizi sociali essenziali, in connubio con principi, anche economici, di primaria importanza e dove l'amministrazione pubblica e i fornitori dei servizi alla collettività siano visti come traguardanti all'obiettivo suesposto è ancora lunga.

In questo quadro Anacna continuerà comunque, e sempre, a proporre e sostenere nuovi modelli di indagine basati sui paradigmi di valutazione di responsabilità professionale contesti operativi e che si rivolgano alle origini delle cause.

 

Il Presidente ANACNA
Marcello Scala

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