La comune accezione del termine quaderno rimanda ad un insieme di fogli rilegati, dove si ritrovano appunti, promemoria, date. Vi si abbozzano disegni, vi si raccolgono idee, spunti di riflessione, considerazioni e propositi. Utilizzando un termine di più marcata derivazione anglosassone, un quaderno è allora una sorta di to-do list, dove scrivere, cancellare, riportare e barrare ciò che si ritiene di maggiore o minore interesse.
Un quaderno non è un libro allora. Perché un libro è un’opera letteraria, è un compendio scientifico, è un registro ufficiale di dati, cronologie, ipotesi e teorie.
In un quaderno si può scrivere, si può commentare, si possono anche strappare pagine. Un libro invece è tal quale a ciò che esso è. Da ciò, un quaderno si può personalizzare più di un libro.

 

Monografia ARST La runway excursion

Atti della quarta conferenza dell’ANACNA Runway Safety Team (ARST) prevista per il giorno 26 Febbraio 2020, patrocinata da ENAC, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall’Ordine degli Ingegneri, prevede interventi, tra gli altri, di ANPAC, Assaeroporti, ANSV, ENAV, Fondazione 8 ottobre, Ordine degli ingegneri, SACBO e STASA.

Il fattore umano nel controllo del traffico aereo

di Gianluca Del Pinto

Come primo volume della collana "I quaderni di ANACNA", l'Associazione pubblica "Il fattore umano nel controllo del traffico aereo".
La definizione di quaderno perché in esso si può scrivere, commentare, strappare anche pagine. Al contrario di un libro, che invece è tal quale a ciò che esso è. Da ciò allora la volontà di indicare questo lavoro come quaderno e non come libro. Dal desiderio di fornire uno strumento vivo, dinamico, soggetto a mutamenti, da parte di chi lo ha scritto e da parte di chi voglia considerarlo fonte di lavoro, studio, curiosità.
Non ci si prefigge quindi di essere esemplificativi e risolutori di un'attività così multiforme come è il sistema del controllo e dell'informazione del traffico aereo. Si vuol solo dare idea di quel mondo socio-tecnico complesso all'interno del quale gli operatori front-line vivono, lavorano, amano, litigano. Nel rispetto delle competenze professionali e dell'umanità che sempre li contraddistingue.

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